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Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.

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Antoine de Saint-Exupéry



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Ricordiamo gli amici che ci hanno lasciato

03/05/2012

Ricordiamo il dr. Osnato, Consigliere dell'Associazione Movimento Fraternità Landris Onlus

Ricordiamo il dr. Osnato, Consigliere dell'Associazione Movimento Fraternità Landris Onlus

Lions Club/Movimento Fraternita'  Landris Onlus ; ricordiamo  la mamma  di don Francesco Cassol
Loris Tormen durante la serata di lettura espressiva organizzata nella Comunita' Terapeutica Fraternita'
Beatrice Fregona con la sig.ra Cassol, mamma di don Francesco
Beatrice Fregona consegna la targa alla sig.ra Cassol, mamma di don Francesco
Don Francesco Cassol
La targa del Melvin Jones Fellowship
La Presidente del Lions Club e membro del CdA dell'Associazione Movimento Fraternita', Beatrice Fregona, con  Loris Tormen durante la serata di lettura espressiva  organizzata nella Comunita' Terapeutica Fraternita' con il compianto Loris Tormen
La Messa celebrata in memoria di don Francesco Cassol in Comunita'  da don Cesare Larese; presenti tra gli altri ospiti  Mons. Giacomo Mazzorana, don Gigetto De Bortoli e  l'Ing Piccoli,Sindaco di Sedico
Marco Perale autore con  Andrea Padoin del  libro LA TRACCIA DI DON FRANCESCO  Scritti di don Francesco Cassol
Don Cesare Larese celebra la Messa in ricordo di don Francesco
M.Perale racconta don Francesco anche attraverso il libro LA TRACCIA DI DON FRANCESCO  Scritti di don Francesco Cassol di Andrea Padoin e Marco Perale

Ricordiamo così la sig.ra Cassol scomparsa ieri 2 maggio 2012.

Il Melvin Jones del Lions a don Cassol; il club Belluno Host lo ha consegnato alla madre

Il Lions Club Belluno Host ha consegnato il 9 maggio 2011 la sua massima onorificenza lionistica - il Melvin Jones Fellowship - alla memoria di don Francesco Cassol, come espressione della stima e del ringraziamento per il suo infaticabile operato a favore della comunità tutta. L'onorificenza è stata ritirata dalla mamma, ultra ottantenne, accompagnata dal figlio Michele.

La signora Cassol ha espresso parole di ringraziamento ed emozione per il riconoscimento concesso al figlio don Francesco, esprimendo con molta semplicità l'apprezzamento per coloro che si sono accorti di quest'opera avviata dal figlio.

«Diverse sono le motivazioni», ha spiegato la presidente del Lions Club Belluno Host, Beatrice Fregona, «che hanno indotto il nostro Club ad assegnare il riconoscimento. Innanzitutto: la valenza dell'attività terapeutica della Comunità di Landris portata avanti dagli anni '90 e riconosciuta a livello regionale come piccola eccellenza. Poi, la vicinanza ai principi del Lions We serve, dimostrata dalle migliaia di ore regalate ogni anno dai molti volontari che frequentano Landris e quindi la presenza attiva e qualificata di alcuni soci del Lions all'interno dell'Associazione Movimento Fraternità Landris Onlus».

Alla cerimonia di consegna del riconoscimento, avvenuta a Sedico presso la sede della Comunità, erano presenti esponenti del comune di Sedico; don Giacomo Mazzorana, grande amico di don Francesco, oltre a operatori, volontari ed ospiti della comunità, mentre l'incontro è stato introdotto da una breve lettura dell'attore e regista Loris Tormen dal titolo "Il canto di Ulisse" tratto dal romanzo "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Classe 1958, parroco di Longarone come ultimo incarico, don Cassol è stato ucciso da un cacciatore che avrebbe sparato per errore durante la notte. Era l'agosto dell'anno scorso e don Cassol si trovava in Puglia con alcuni giovani fedeli per un "raid goum". La sua morte è stato uno shock per tutta la comunità bellunese che lo ha conosciuto. (e.f) 10 maggio 2011

A mio fratello

Dolce fratello, s'io non dormo

i miei occhi sono fiori per la tua tomba;

s'io non posso mangiare il mio pane,

i miei digiuni vivranno come salici dove sei morto.

Se nella canicola non trovo acqua per la mia sete,

la mia sete diverrà fonte per te, povero viaggiatore.

Vieni, nella mia fatica trova il riposo

e nei miei dolori posa la testa,

o meglio, prendi la mia vita e il mio sangue

e acquistati un letto migliore.

Oppure prenditi il mio respiro e la mia morte

e acquistati un miglior riposo.

Thomas Merton

Vogliamo ricordare anche l'amico Loris Tormen con questo articolo del Corriere delle Alpi :

BELLUNO. La cultura bellunese perde uno dei suoi protagonisti di spicco... Si è spento all’ospedale di Belluno, Loris Tormen, bibliotecario, attore e lettore. La notizia della sua scomparsa ha lasciato nello sgomento i tanti amici che lo conoscono e gli affezionati spettatori che lo seguivano e l’applaudivano nelle sue numerose esibizioni come attore o come lettore. Un capitolo importante della cultura locale si è chiuso così all’improvviso e così inaspettatamente.

Risale agli anni ’80 il suo battesimo con le “Bretelle Lasche”, compagnia con cui ha lavorato come attore e regista, per poi dedicarsi a opere di cui curava la regia, la recitazione, la scenografia, i costumi. «Opere – ricorda Lalla Portunato - sempre pervase da un profondo impegno civile; le sue letture incantavano il pubblico che dopo gli applausi portava con sé motivi di riflessione e appagamento culturale».

Gli spettatori che hanno riempito fino all’inverosimile i giardini di Sottocastello, in una serata della Rassegna “Leggerelesere”, ricordano quando, dopo la lettura di “Panchine” di Beppe Sebaste, Loris ha voluto fare una critica e un rimprovero a chi aveva tolto le panchine da quel posto. «Qui, – diceva – nel cuore della città, si poteva fermarsi a leggere un libro, a chiacchierare o solo a godersi il meraviglioso panorama che abbraccia l’ampia valle del Piave, fino alla casa di Dino Buzzati. Qui le hanno tolte pensando di risolvere i problemi di alcolismo e tossicodipendenza, ma le panchine non c’entrano e allora rimettiamole!». Ma l’esortazione non era stata ascoltata.

Tormen aveva una vera passione per questo semplice ma significativo arredo urbano: non era difficile incontrarlo nella “pausa-pranzo” del suo lavoro di bibliotecario alla Crepadona, seduto sulla panchina di un parco a godersi il sole, con un libro in una mano e un panino nell’altra. Una persona semplice e schiva, ma ricca di sentimenti, impegnata nel suo lavoro con una ricerca della perfezione quasi esagerata. Fino a pochi istanti prima di ammalarsi, stava preparando la lettura da “La Storia” di Elsa Morante, per celebrare la giornata della memoria, tema a lui caro.

Fra i molti spettacoli di impegno civile ricordiamo “La fattoria degli animali”, le serate di letture e canzoni sulla resistenza insieme ad Emilio Da Rold, i laboratori di teatro e lettura con persone di ogni età, e ancora l’ attenzione verso i malati di Alzheimer, con la lettura a due voci, assieme a Francesca Bogo, di “Sul filo dei ricordi”, un diario di Cary Smit Henderson. «Un attore intelligente – dice l’attrice Nora Fuser – che sapeva scegliere le opere teatrali più importanti per contenuto e significato».

Lina Beltrame

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